Progetto educativo di circolo


 

Il P.E.C. elaborato dalle singole scuole contiene le scelte educative ed organizzative e i criteri di utilizzazione delle risorse; esso costituisce un impegno per l’intera comunità scolastica.
Integrato dal
REGOLAMENTO DI CIRCOLO definisce, in modo razionale e produttivo, il piano organizzativo in funzione delle proposte culturali, delle scelte educative e degli obiettivi formativi elaborati dai competenti organi della scuola.
In particolare, regola l’uso delle risorse del Circolo e la pianificazione delle attività di sostegno, di recupero e di formazione integrata.
Contiene, inoltre, i criteri relativi alla formazione delle classi, all’assegnazione dei docenti alle stesse, alla formulazione dell’orario del personale docente e  A.T.A., alla valutazione complessiva del servizio scolastico.

Il Regolamento di Circolo comprende in particolare le norme relative a:

-  vigilanza sugli alunni;

-  comportamento degli alunni e regolamentazione di ritardi, uscite, assenze, giustificazioni;

-  uso degli spazi, dei laboratori e della biblioteca.

Nel regolamento sono inoltre definite in modo specifico:

-  le modalità di comunicazione con alunni e genitori;

-  le modalità di convocazione e di svolgimento delle assemblee di classe, dei consigli di intersezione, di interclasse e del consiglio di circolo;

-  il calendario di massima delle riunioni e la pubblicazione degli atti.

 

1- FINALITA’ GENERALI DELLA SCUOLA

 

La scuola elementare, nell’ambito dell’istruzione obbligatoria, concorre alla formazionedell’uomo e del cittadino secondo i principi sanciti dalla Costituzione e nel rispetto e nella valorizzazione  delle diversità individuali, sociali e culturali.
Essa si propone lo sviluppo della personalità del bambino promovendone la prima alfabetizzazione culturale.

 

2- CARATTERISTICHE SOCIALI, ECONOMICHE E CULTURALI DEL TERRITORIO

 

Dalle osservazioni individuali e dirette degli insegnanti è emersa la seguente situazione socio-ambientale del 1° Circolo di San Benedetto del Tronto (2 Plessi per la Scuola Elementare e 4 Plessi per la Scuola Materna):

 

a) la popolazione.

   1) vive, in linea di massima, una tranquilla situazione economica; si evidenzia qualche caso  di indigenza;

   2) l’occupazione si basa prevalentemente sul terziario per entrambi i genitori;

   3) l’occupazione femminile va aumentando;

   4) il livello culturale risulta medio alto;

   5) la struttura familiare è prevalentemente nucleare; scarsa è la presenza dei nonni, ristretto il numero dei figli. Si riscontra la presenza di diverse tipologie di famiglie determinate da situazioni   quali: la separazione, il divorzio e la convivenza.

 

b) Il territorio di competenza del Circolo:

1)     offre strutture e spazi per il tempo libero quali parchi e campi – gioco insufficienti e talora non idonei per le aggregazioni spontanei dei bambini,

2)     soprattutto la popolazione che fa riferimento al plesso scolastico elementare di “ Zona Nord “ non ha a disposizione strutture e spazi culturali quali: biblioteche, circoli ricreativi, ecc.;

3)     parrocchie, enti ed associazioni private offrono servizi e strutture per organizzare il tempo libero che vengono utilizzati dai genitori per i propri figli.

 

3– RISORSE OCCORRENTI PER LA QUALITA’ TOTALE DEL SERVIZIO

 

Laboratori attrezzati, biblioteca multimediale, emeroteche, mense, palestre. Formazione appropriata e sistematica di tutto il personale per una migliore qualità del servizio.

 

4– RISORSE ESISTENTI SUL TERRITORIO

 

Associazioni sportive e impianti gestiti dal Comune, dalla parrocchia e da società private. Scuole di danza, di musica, Centri di avviamento a tutte le attività sportive, Centri Olimpia, ecc.

 

5– MODALITA’ DI COMUNICAZIONE CON LE FAMIGLIE DEGLI ALUNNI

 

Incontri formali, assemblee, colloqui individuali con cadenza bimestrale, incontri quadrimestrali per colloquio e consegna del documento di valutazione.

Incontri periodici con le famiglie degli alunni portatori di handicap.

Incontri informali per l’attuazione di progetti formativi, visite guidate e viaggi d’istruzione.

Per incontri straordinari a carattere individuale si lascia discrezionalità a ciascun team docente.

 

6– CALENDARIO ANNUALE DELLE ATTIVITA’ SCOLASTICHE

 

Deliberato dal Collegio dei Docenti all’inizio dell’anno scolastico.

 

         

7– CRITERI PER L’UTILIZZAZIONE DELLE RISORSE INTERNET

 

In ogni plesso il Dirigente Scolastico nomina un responsabile dei sussidi che si occupa dell’utilizzo e della manutenzione. Lo stesso vale per la biblioteca di plesso.
Ci si avvale, inoltre, della presenza di una bibliotecaria assegnata al Circolo ai sensi dell’Art. 113 del D.P.R. n°417/74.

 

8– INDICAZIONI SERVIZI PUBBLICI: MENSA E TRASPORTI

 

Il Comune di San Benedetto del Tronto assicura il servizio mensa per tutte le sezioni di scuola materna del Circolo. Il Comune stesso, inoltre, assicura il trasporto agli alunni di scuola elementare e materna su richiesta dei genitori degli alunni.
Gli alunni trasportati e non che accedono all’edificio scolastico prima dell’orario di servizio degli insegnanti devono essere assistiti da personale adeguato al numero dei bambini.

 

9- CRITERI PER L’ATTUAZIONE DELLA CONTINUITA’ VERTICALE E ORIZZONTALE

 

La scuola elementare, anche mediante forme di raccordo pedagogico, curriculare ed organizzativo con la scuola materna e con la scuola media, contribuisce a realizzare la continuità del processo educativo.
Le condizioni della continuità educativa, anche al fine di favorire opportune armonizzazioni della programmazione didattica, sono garantite da incontri periodici tra Dirigenti dei due ordini di scuola, tra docenti delle classi iniziali e terminali dei gradi di scuola interessati e da commissioni, dal responsabile della F.O.

 

10- CRITERI PER LA REALIZZAZIONE DELLE ATTIVITA’
DI ACCOGLIENZA, DI SOSTEGNO, DI RECUPERO.

 

La Scuola deve favorire.

-         l’accoglienza dei genitori;

-         l’accoglienza e l’integrazione degli alunni soprattutto nella fase di ingresso alle classi iniziali ed alle situazioni di rilevante necessità (handicap).

Nello svolgimento delle proprie attività ogni operatore ha pieno rispetto dei diritti e degli interessi dell’allievo.
Al fine di realizzare interventi atti a superare particolari situazioni di difficoltà di apprendimento determinante da handicap, si utilizzano docenti di sostegno i cui compiti devono essere coordinati, nel riquadro della programmazione dell’azione educativa, con l’attività didattica  generale.
Ferma restando l’unità della classe, al fine di agevolare la promozione della piena formazione della personalità degli alunni della classe oppure di classi diverse, anche allo scopo di realizzare interventi individualizzati (art.2, legge 517/74).

 

11- CRITERI PER L’ATTUAZIONE DELLE VISITE GUIDATE

 

Le visite guidate presuppongono una adeguata programmazione didattica e culturale, predisposte dalla scuola sin dall’inizio dell’anno scolastico e rientrano tra le attivita’ integrative della scuola. Tutti i partecipanti devono essere in possesso di un documento di identificazione e di una assicurazione contro gli infortuni.

Per i bambini della scuola materna, sulla base delle proposte del Collegio dei docenti nell’ambito della programmazione educativa e didattica, il Consiglio di Circolo può deliberare l’effettuazione di brevi escursioni nell’ambito del territorio comunale.

Per il primo ciclo delle elementari gli spostamenti devono avvenire nell’ambito della provincia.

Per il secondo ciclo l’ambito può essere allargato all’intera regione, non si esclude la possibilità di uno sconfinamento in altra provincia o regione, allorché la località di partenza sia confinante o comunque prossima ad altra regione.

Nessun viaggio può essere effettuato ove non sia assicurata la partecipazione di almeno i 2/3 degli alunni delle singole classi coinvolte.

Il periodo massimo annuo utilizzabile per le visite guidate e per le brevi gite in orario scolastico è di sei giorni per classe.

 

12- CRITERI PER LA FORMAZIONE DELLE CLASSI, PER L’ASSEGNAZIONE AD ESSE DEI DOCENTI, PER L’ASSEGNAZIONE DEI DOCENTI AI MODULI

 

Il Collegio dei Docenti formula proposte al Dirigente Scolastico per la formazione e la composizione delle classi e dell’assegnazione ad esse dei docenti, tenendo conto delle seguenti variabili:

-         omogeneità delle classi/sezioni;

-         eterogeneità della provenienza socio-culturale;

-         eterogeneità della preparazione;

-         equilibrio del numero alunne/alunni;

-         parità di casi “difficili”;

-         continuità didattica;

-         competenze e disponibilità dei docenti.

I criteri generali per la formazione delle classi sono indicati dal Consiglio di Circolo.

 

13– CRITERI PER LA FORMULAZIONE DELL’ORARIO DEI DOCENTI E DEL PERSONALE A.T.A.

 

Personale docente:

-         esigenze didattiche;

-         distribuzione equilibrata degli impegni scolastici e familiari degli alunni;

-         esigenze serie dei docenti;

-         evitare una eccessiva rotazione di docenti nella classe (C.M. n°116/96)

 

Personale A.T.A.

-         esigenze organizzative,

-         esigenze educative e didattiche;

-         esigenze utenti alunni, genitori, docenti.
 

14- PIANO DELLE INIZIATIVE DI FORMAZIONE IN SERVIZIO DEL PERSONALE DOCENTE

 

Il Collegio dei Docenti, entro il 30 ottobre antecedente a ciascun anno finanziario di riferimento, delibera il piano delle attività di formazione destinato al personale docente. Saranno individuati come prioritari i seguenti obiettivi (C.M. n°376 del 23 Dicembre 1995 e successive):

-         riforma dei cicli

-         promozione del successo formativo;

-         il rinnovamento delle impostazioni metodologico-didattiche in relazione a contenuti disciplinari specifici;

-         criteri, metodi e strumenti per la valutazione degli alunni e per l’autovalutazione degli insegnanti e di Istituto;

-         nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione applicate alla didattica, con particolare riferimento a quelle multimediali;

-         educazione del cittadino, legalità, Europa, rapporti con culture diverse e pari opportunità.

Il Collegio può, tuttavia, introdurre ulteriori tematiche che rispondano a motivati bisogni formativi, purché facciano riferimento agli obiettivi di lavoro comune, da correlare al progetto di Circolo e alla Carta dei servizi, ovvero alle esigenze della specifica programmazione didattica ed educativa.

Il Piano va articolato in :

1)     iniziative promosse dall’Amministrazione a livello nazionale e periferico;

2)     iniziative realizzate autonomamente dai docenti sulla base dei progetti deliberati dal Collegio;

3)     iniziative autorizzate dall’Amministrazione per le quali il Collegio riconosce la partecipazione individuale;

4)     iniziative realizzate autonomamente dall’I.R.R.E.;

5)     iniziative realizzate da soggetti esterni, autorizzate dall’Amministrazione alle quali il Collegio aderisce.

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