1° Circolo didattico di
San Benedetto del Tronto
 
  Il recupero delle usanze perdute
"La tradizione a tavola"
 

 

Il Carnevale
 
 
I giorni di carnevale erano i più attesi perchè in tutte le case, le donne si davano un gran da fare a preparare pietanze ricche e gustose: tagliatelle fatte in casa condite con sugo di carne oppure con le salsicce, coniglio in padella, pollo arrosto con patate, pollo "ncip nciap", gallina ripiena, bistecche...
Ma la maggiore attrattiva era rappresentata dai dolci, davvero tanti e soprattutto di eccellente fattura.
Si poteva scegliere tra: i frittelletti (frittejiette), le classiche castagnole (più grandi, più piccole, rotonde, a forma di gnocchetto, spolverate con zucchero a velo o naturale, spruzzate di alckermes), i famosi ravioli ed anche per questi ultimi si aveva una larga scelta (con la ricotta, crema, cioccolata, castagne), i paponi (ravioli di gallina), i ravioli con il pane, la cicerchiata ed infine le frappe.
Un proverbio in vernacolo recita: Finito carnevà, finito ammore, finito de staccià farina e fiore, finito de magnà le castagnole! - Terminato il carnevale termina l'allegria e si smette anche di passare al setaccio la farina ed il fiore di farina quindi non si impasta e non si mangiano più le castagnole! 
Per carnevale erano molti quelli che amavano travestirsi ma non si acquistavano costosi costumi come è abitudine fare oggi, ci si arrangiava con abiti vecchi: solitamente le donne si vestivano con abiti maschili e gli uomini viceversa con abiti femminili. Le feste da ballo si organizzavano generalmente nelle case private perchè non c'erano discoteche ed i locali pubblici erano poco frequentati.
Alla mezzanotte del martedì avevano fine i festeggiamenti ed entrava la Quaresima; il mercoledì tutti coloro che si erano mascherati e/o che erano andati a ballare, si recavano in chiesa per ricevere le ceneri.
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