1° Circolo didattico di
San Benedetto del Tronto
 
  Il recupero delle usanze perdute
"La tradizione a tavola"
 

 

17 gennaio La festa di Sant'Antonio
 
 
La festa di Sant'Antonio è di origine strettamente religiosa tuttavia le tradizioni che vi si legano traggono origini anche dalla nostra cultura contadina.
La vigilia della festa c'era l'usanza di recuperare tutto ciò che era in casa e cioè: salsicce, uova, del formaggio, il lardo, la farina e la sera si cucinavano piatti genuini e saporiti per festeggiare in semplicità.
La mattina i fornai si alzavano molto più presto degli altri giorni e, con l'impasto del pane, preparavano le pagnottine. Quando tutto era pronto riempivano grandi ceste e, mentre tutt'intorno si diffondeva un meraviglioso profumo di pane fragrante, si recavano in chiesa per farle benedire dal sacerdote poi giravano per le strade del paese con i carretti e vendevano il pane benedetto.
Le pagnottelle dovevano essere mangiate a digiuno e senza far cadere le molliche perché erano benedette!
Nelle campagne ogni abitazione disponeva di un grande forno a legna pertanto il pane lo si faceva in casa: le donne allora portavano in chiesa grandi pagnotte perché fossero benedette.
Una volta riportato il pane nelle case veniva distribuito ai familiari e, a piccoli bocconi veniva dato anche a tutti gli animali proprio perché Sant'Antonio è il loro protettore.
Questa tradizione è giunta fino a noi con la differenza che le pagnottine o i pani benedetti vengono confezionati dai fornai con la pasta dei maritozzi.
C'è un'altra consuetudine che ancora oggi viene rispettata e cioè quella di mangiare, in questo giorno, i prodotti del maiale: salsicce, costatelle, polenta condita con sugo e carne di maiale, salumi, frittata con le salsicce, salsicce arrosto...
Un proverbio dei nostri nonni recita testualmente: "Sant'Andò nu pass da leò": il significato è riferito al fatto che le giornate vanno gradualmente allungandosi e ci si avvia lentamente verso la primavera!
 
Altre tradizioni per la festa di Sant'Antonio
 
 
Nelle tre serate che precedevano la festa, si era soliti fare il triduo, cioè pregare e recitare il santo rosario in onore del Santo. Il17 gennaio, giorno della festa, molti contadini arrivavano in città dalle vicine campagne recando con sé alcuni animali ed il comitato dei festeggiamenti offriva loro una pagnottella imbottita di carne.
Anche i bambini preparavano i loro animali agghindandoli con fiocchi ed altri orpelli e tutti assistevano con devozione alle funzioni religiose ed attendevano con grande fede il rito della benedizione degli animali sul sagrato della chiesa.
La giornata continuava rumorosa fra i saluti, la confusione dei venditori e le voci di tanti animali ed infine si concludeva con i fuochi d'artificio!
Una nonna racconta che ai suoi tempi, il 17 gennaio quando si svegliava, trovava per colazione le pagnottine benedette, ma doveva fare molta attenzione nel mangiarle perchè se cadevano delle briciole doveva raccoglierle e mangiarle visto che erano benedette.
Solo per quel giorno le pagnottelle venivano date anche agli animali perchè Sant'Antonio è il loro protettore.
Nel giorno della festa era tradizione mangiare solo "la roba di maiale".
La sera si formavano delle bande di suonatori che giravano di casa in casa a suonare l'inno di Sant'Antonio e venivano ricompensati con salami, salsicce, soldi ed altro.
Nella casa della nonna che racconta andava a suonare una banda molto importante e tutti correvano a fare festa e ad ascoltare, infine i suonatori venivano ripagati con tanta roba.  
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