Circolo didattico di
San Benedetto del Tronto
 
   Il recupero delle usanze perdute
"La tradizione a tavola"
 

 

Indagine - intervista
- Nonno, quando avevi la mia stessa età, cosa mangiavi a pranzo? -
 
Si mangiava molta minestra ma il più delle volte veniva preparata la pastasciutta con il pomodoro e il lardo.
Quest'ultima, secondo le donne di casa, teneva più sostanza ed era più adatta agli uomini che dovevano lavorare duro.
Si consumavano anche i legumi come i fagioli, i ceci e lenticchie che si cuocevano sul fuoco con la pigna di coccio e con i quali si preparavano gustose zuppe: pasta e fagioli, pasta e ceci, polenta.
Spesso accadeva di doversi accontentare di piatti modesti come i tagliolini (le tagliatelle dei poveri al cui impasto si sostituiva l'acqua alle classiche uova), il pancotto, i tacconi (una sorta di quadrelloni impastati anch'essi con l'acqua al posto delle uova).

I pasti, in generale, erano poco variati e piuttosto scarsi, pertanto le donne cercavano di riempire di più i piatti degli uomini che dovevano compiere i lavori più faticosi e quindi avevano bisogno di maggiori energie.
I nonni più giovani sono stati quelli più fortunati perchè al loro tempo già ci si poteva permettere di consumare un po' di carne in umido (con la quale si faceva anche il sugo), un po' di verdura che spesso le persone anziane della casa andavano a "trovare" nelle campagne limitrofe (verdura campagnola quella cioè che cresce spontaneamente) e addirittura della frutta.
Quest'ultima spesso veniva procurata con una sorta di baratto: si cedeva un po' del pescato e si ottenevano in cambio prodotti della terra come la frutta, la verdura, gli ortaggi e/o olio, uova, polli, conigli.
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Il pranzo dei nonni
 
 
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